Gli italiani pensano solo a quello. Giorno e notte. È il posto fisso.
Un'illusione, secondo la Fornero, alimentata dalla pornografia degli annunci di lavoro su Internet; una noia, secondo quell'irrequieto di Monti. Ma soprattutto un'ossessione, una malattia, una vera e propria perversione in un mondo del lavoro ormai flessibile come il nostro.
Il compito che questo governo si è dato è quello di cambiare i costumi lavorativi bigotti e conformisti di questo paese arretrato, facendo finalmente scoprire agli italiani il piacere del lavoro libero e occasionale.
“L'importante è che il rapporto di lavoro sia protetto” ha detto il ministro Fornero a proposito di tutele “e che siano consenzienti sia il dipendete che il datore di lavoro”.
Il motto è: perché stare fisso dietro una scrivania, quando puoi starci sopra o sotto oppure meglio ancora te ne stai a casa a letto?
Il governo invita i giovani prima di impegnarsi in un lavoro serio e stabile a farsi le loro esperienze: lavorare con persone diverse, anche dello stesso sesso; sperimentare il lavoro di gruppo; non vergognarsi di praticare il lavoro manuale.
Nei colloqui di lavoro verranno introdotte domande del tipo “Durante un impiego hai mai finto uno stipendio?” oppure “Qual è il posto più strano dove hai lavorato?” (“In un ascensore” “Sopra la lavatrice” “Dentro un'utilitaria con i sedili reclinati”).
Quello a cui il governo Monti punta è cambiare le fantasie degli italiani; e ci stanno riuscendo, se pensate che già il 33% delle donne alla domanda “Qual è il tuo sogno professionale?” ha risposto “Lavorare con uno sconosciuto” -mentre quello del 44% degli uomini è “Lavorare con due donne”.
I sindacati accusano il governo di trasmettere ansia da prestazione lavorativa e di causare licenziamenti precoci; e accusano: “Il precariato fa diventare ciechi”. Ma il ministro Fornero non ci sta, e accusa i sindacati di essere bacchettoni: “L'articolo 18 non è un tabù”.